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KARATE  - ZANSHINDO

Il Karate – Zan Shin Do è una Via graduale di autoconoscenza che passa attraverso il coraggio (Shin significa cuore). Coraggio di affrontare le difficoltà, coraggio di mettersi in discussione, coraggio di affrontare il limite della propria ignoranza. Ogni volta che superiamo un ostacolo ci scopriamo più capaci, più consapevoli, più operativi. Quello spazio occupato si chiama Zan Shin. Zan Shin Do è, quindi, una Via graduale di riconoscimento della nostra vera natura, senza la quale non possiamo realizzare lo scopo della nostra vita: essere in armonia con noi stessi e il mondo.”
Luciano Parisi.

Si dice che l’illuminazione dalla quale è derivata l’arte marziale scoccò nella notte dei tempi nella mente di un anziano saggio che osservava senza mai distogliere l’attenzione – così come è proprio degli orientali – durante una intensa nevicata, il diverso comportamento della quercia e del giunco. La Quercia, simbolo della forza, resistette indomita alla neve che si accumulava senza sosta sui suoi robusti rami per tre giorni consecutivi, per poi crollare di schianto, spezzandosi al quarto giorno. Il Giunco invece, simbolo della flessibilità e quindi dell’apparente debolezza, ogni pochi minuti si piegava sotto il minimo accumulo della neve, che faceva continuamente scivolare dai suoi rami, per poi ristendersi in tutta la sua altezza ogni qual volta ne scaricava il peso. 

Da qui la visione della prevalenza, nel contrasto tra forze opposte, della cedevolezza sulla rigidità. La disciplina del Karate, così come viene praticata oggi, va ricondotta direttamente all’Okinawa-Te, forma di difesa personale sviluppatasi nell’isola Giapponese di Okinawa, nell’arcipelago delle Ryukyu. Su come e quando quest’arte marziale giunse sull’isola esistono molte versioni tutte a cavallo fra realtà e leggenda. L’Okinawa Te trae sicuramente le sue origini dalla disciplina Cinese del Kempo.

Nel 1406 in seguito all’unificazione delle isole Ryukyu in un unico reame, temendo possibili ribellioni, furono vietati uso e possesso di armi che vennero tutte confiscate contribuendo allo sviluppo di quest’arte marziale. Nel 1922 il M° Gichin Funakoshi fu invitato dal fondatore del Judo, professor Jigoro Kano, a dimostrare la sua disciplina, il Ryukyu Karate Jitsu. La dimostrazione ebbe luogo a Tokyo e fu la prima occasione nella quale i budoka Giapponesi poterono ammirare il Karate, nuova disciplina che suscitò grande interesse e forte impressione.

 
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M. DANIELE AGRESTI

Karate - Zanshindo / Meditazione - Katsugen

Nel 1985 parte la sua formazione da karateka sotto la guida del Maestro Furio Rugi con il quale rimarrà per i primi anni di allenamenti.

Più tardi inizierà il percorso fondamentale col Maestro Luciano Parisi, vicecampione del mondo, pioniere del Karatè italiano.

Con il Maestro Parisi e conseguentemente ai suoi insegnamenti, Agresti prenderà parte alla fondazione della scuola Zanshindo, visione e volontà del Maestro Luciano che ad oggi rimane il primo fondatore.

Attualmente il maestro Daniele dedica la sua vita e i suoi sforzi all'associazione sportiva KiKai Dojo assieme a sua moglie ed insegnante di Danze Cinzia, curando i corsi di Zanshindo e Meditazione Katsugen, portando avanti il pensiero di Luciano Parisi e trasmettendo i veri insegnamenti del Karatè.

Contatti

335 6836833

kikai.dojo@libero.it

 
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CORSI DI KARATE ZANSHINDO

VIENI A PRATICARE CON NOI!

Circolo Arci Primo Maggio, Via Mascagni,39 - Le Sieci 

BAMBINI - Martedì / Venerdì 17:00 - 18:00
RAGAZZI - Martedì / Venerdì 18:00 - 19:00
ADULTI - Mercoledì / Venerdì 20:00 - 22:00

 
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TAIKO

Tamburi giapponesi

Il Taiko fa parte della cultura tradizionale giapponese.

Usato da tempo immemorabile nelle zone rurali del Giappone durante i Matsuri ( feste ) per mostrare rispetto per gli Dei ( Kami ) ed ottenere buoni raccolti, viene anche usato quotidianamente dai monaci per la meditazione e la preghiera.

Il suono di questi strumenti può essere udito a grande distanza: un tempo i confini di un paese venivano fissati nel punto in cui non si udiva più il suono del tamburo.

Ogni Taiko è fatto a mano, creato artigianalmente. Il legno utilizzato per creare il corpo deve essere stagionato molti anni e preparato con cura. La pelle deve essere lavorata e subire speciali trattamenti. Le bacchette usate per suonare (dette bachi), si distinguono per lunghezza e tipo di legno impiegato. Ogni particolare è attentamente studiato e contribuisce alla creazione di un suono unico e irripetibile.

Secondo la visione Shintoista è lo strumento che più di ogni altro comunica con il mondo dei Kami ; esso stesso racchiude in sé queste forze e ne permette dunque il richiamo, in auspicio di un aiuto, di una preghiera o di una buona vita.


Suonare il tamburo giapponese è dunque molto di più che eseguire ritmi in sequenza, è pratica quotidiana, mettersi in gioco, divertirsi nel miglioramento e comunicare con l’altro, con il terreno e con il non-terreno. E’ riflettersi sulla pelle del tamburo ( che in Giappone viene appunto chiamata Kagami, ovvero specchio ) e lasciare che ogni tamburo rifletta la persona che lo suona.

Dal periodo seguente alla Seconda Guerra Mondiale il Taiko ha subito una grande trasformazione che lo ha portato sui grandi palchi del mondo. Radicalmente evoluto dalla forma folcloristica e tradizionale, il Taiko ha preso campo in tutti i paesi occidentali diventando una vera e propria forma di spettacolo da palcoscenico ed assumendone un nome che lo differisce dalla matrice originaria: Sosaku Taiko.

Il gruppo del KiKai Dojo, Sayurishindo Taiko si inserisce nell’insegnamento della scuola del Kyoshindo, primo gruppo italiano di Sosaku Taiko, impegnato a far conoscere e diffondere questa disciplina nella sua tradizione ed innovazione.

 
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DUCCIO BONCIANI

Taiko

Allievo del Maestro Daniele, comincia la sua formazione da giovane, per i primi anni soltanto seguendo i corsi di Karate e conseguentemente praticando anche la disciplina dei tamburi giapponesi proposta dal KiKai Dojo.

Dal 2010 inizia infatti gli allenamenti di Taiko seguendo il Maestro Agresti presso il KiKai Dojo e successivamente partecipando a seminari tenuti dal gruppo ligure Kyoshindo con i quali rimane per qualche anno e grazie ai quali apprende molto sulla Via del Taiko.

La sua formazione fuori del Dojo riguarda le attività musicali, essendo a tutt'oggi un insegnante di musica presso scuole private e laureatosi al SienaJazzUniversity in Batteria e Percussioni Jazz.

Dal 2015 si dedica ai corsi di tamburi giapponesi proposti dal KiKai Dojo e gestisce le esibizioni del Gruppo di Performer Sayurishindo.

Contatti

331 2378461

duccio.bonciani@gmail.com

 
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CORSI DI TAIKO

ALLENATI CON NOI!

Circolo Arci Primo Maggio - Le Sieci, Via Mascagni, 39

BAMBINI / RAGAZZI - Mercoledì 18:00 - 19:30
ADULTI - Lunedì 19:30 - 21:00

 
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DANZA YOGA

Armonizzazioni di centri

Il corso di Danza Yoga lavora sul riequilibrio di tutti i centri:
CORPOREO: armonizzazione del respiro, studio del peso e dell’appoggio a terra, allungamento della colonna vertebrale, fluidificazione dei movimenti…
EMOTIVO: sensazione del corpo, sensazione di sè, osservazione e controllo delle emozioni e dell’espressione…
MENTALE: interiorizzazione del ritmo, coordinazione dei movimenti corporei, memorizzazione dei movimenti, allenamento al Ricordo di Sè…
Si eseguono danze individuali e di gruppo di tradizione europea e asiatica, con particolare approfondimento della danza tradizionale giapponese.

“Chiunque non danzi non sa di essere immortale” – Gesù

 
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M. CINZIA BERNASCONI

Danza Yoga

Originaria della città di Genova, la Maestra Cinzia Bernasconi inizia in giovanissima età con l'attività di ginnasta. In un secondo momento, venuta a conoscenza dello Shukukai (uno dei primi luoghi di pratica del Karate italiano) inizia a seguire gli insegnamenti del Maestro Luciano Parisi. Per i primi anni soltanto interessandosi alla pratica della meditazione Katsugen e poi appassionandosi anche a quella del Karate. Negli anni di pratica la sua attenzione si è sempre più spostata verso tutto quello che riguarda l'espressione corporea della danza, unendo il tecnico al sacro e andando a ricercare forme espressive di molteplici culture. Trasferitasi a Firenze e sposata con il Maestro Daniele entra a far parte a tutti gli effetti della scuola KiKai Dojo con la quale a tutt'oggi effettua un lavoro di ricerca meditativa tramite la danza raro ed esemplare.

Contatti

339 7937949

cinzia.bernasconi@alice.it

 
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DANZA YOGA

UNISCITI AL CORSO!

Circolo Arci Primo Maggio - Le Sieci, Via Mascagni, 39

RAGAZZI / ADULTI - Mercoledì 19:00 - 20:00

 
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KATSUGEN-UNDO / MEDITAZIONE

Movimento Rigeneratore

Il Movimento Rigeneratore si pratica con l’arresto momentaneo del sistema volontario. Non è quindi necessaria alcuna conoscenza né tecnica, ma al contrario bisogna disfarsene. La ricerca di uno scopo precedentemente determinato non può che impedire l’evoluzione naturale del nostro essere.

Quindi il principio che abbiamo formulato è: SENZA CONOSCENZA, SENZA TECNICA, SENZA SCOPO.

Per chi assiste per la prima volta al Movimento Rigeneratore lo spettacolo è piuttosto sconcertante. Dato che siamo talmente abituati a dei movimenti più o meno controllati, intellettualizzati, o addirittura ricercati, un movimento che va oltre lo schema volontario fa immediatamente pensare alla malattia, alla follia, all’ipnosi. Infatti il Movimento Rigeneratore si presta facilmente a simili interpretazioni.
La verità è però tutt’altra, durante il Movimento la parte conscia di ognuno invece di essere angosciata, come quella di un malato, rimane calma e serena. Invece di essere confusa come quella di un folle, resta lucida. Invece di essere chiusa e limitata, come quella di un ipnotizzato, rimane libera.
Non si esegue il Movimento Rigeneratore, non è un esercizio, ma è esso che si manifesta rispondendo alle necessità dell’organismo.
Dato che queste necessità cambiano da una persona all’altra e nella stessa persona da un momento all’altro, non ci può essere quindi alcun movimento uniformemente programmato. Di conseguenza è estremamente facile deviare, allontanarsi da ciò che è naturale, aggiungendo qualche ingrediente seduttore.

Teoricamente esistono due forme di Movimento Rigeneratore: una, esiste di fatto in ogni individuo sotto forma di reazioni naturali dell’organismo come per esempio: sbadigliare, starnutire, agitarsi durante il sonno, ecc..; l’altra, la cui pratica è stata formulata mezzo secolo fa dal Maestro Haruchica Noguchi, è quella che noi pratichiamo a Katsugen-Kai. 
Per iniziarsi al Movimento Rigeneratore è auspicabile aver raggiunto un certo grado di maturità mentale e che tutte le soluzioni proposte siano rimesse in discussione. Non bisogna imporlo ad alcuno nemmeno ai propri familiari, né proporlo prima che sia giunto il momento. È indispensabile che il desiderio di un ritorno all’equilibrio naturale fiorisca dentro se stessi. Non si raccolgono i frutti prima che siano maturi.
Il Movimento Rigeneratore non è un rimedio che proviene dall’esterno, ma traccia la via per la scoperta di sé in profondità. Questa via non va diritta verso il paradiso, ma è tortuosa e spetta a ciascuno di noi e alla nostra responsabilità trovare l’unità del nostro essere.
Man mano che il corpo comincia a sensibilizzarsi, si può assistere al risveglio di sensazioni perturbanti, cosa che scoraggia e allontana coloro che non hanno avuto una buona comprensione sin dall’inizio.
Il Movimento dopo aver raggiunto delle punte di intensità molto forti si calma gradualmente diventando meno evidente. La respirazione diventa più profonda e il Movimento finisce per coincidere con il movimento della vita di tutti i giorni diventando così naturale che non ci sarà più bisogno di fare niente di speciale. Il terreno sarà allora normalizzato. 
Questa normalizzazione non è solamente fisica, ma anche psichica. Si crea una nuova prospettiva man mano che si sviluppa l’attitudine alla “fusione di sensibilità” che influenza i nostri rapporti umani e le nostre reazione all’ambiente.


Se questa fusione riesce ad allargare l’apertura della nostra mente, si raggiungerà lo stato di NON-CORPO e NON-MENTE.
A questo punto scopriremo che l’essere umano è fondamentalmente Libero.

ITSUO TSUDA

 
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KATSUGEN UNDO - MEDITAZIONE

Se sei interessato a partecipare

Circolo Arci Primo Maggio - Le Sieci, Via Mascagni, 39

SEDUTA COLLETTIVA - Mercoledì 21:30 - 22:30